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Apr
2015
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Riflessioni di Pasqua

Quando sono diventata vegetariana era Pasqua.
Nella mia famiglia non c’è mai stata la “tradizione” di mangiare l’agnello, ma la carne ha sempre abbondato sotto altre forme, quelle più difficili da considerare carne. (Chi non ha mai ricevuto ad esempio la domanda “ah sei vegetariano…ma il prosciutto lo mangi, giusto?”)
Da un paio di mesi avevo iniziato a non mangiare più carne rossa, poi il pollo ed infine il pesce. Un senso di repulsione mi diceva che quella era la cosa giusta da fare per me in quel momento.
In quel periodo non avevo un computer e lavoravo sodo, quindi non mi restava molto tempo per l’informazione, per leggere qualcosa che mi aiutasse a capirne di più. Mi limitavo a seguire quello che il corpo (e lo spirito!) mi diceva.
Un giorno mi sono imbattuta casualmente in un articolo di Susanna Tamaro, scritto per il Corriere della sera e mi ha aperto gli occhi e il cuore. Parlava proprio della Pasqua e della mattanza degli agnelli. Solo dopo aver letto quell’articolo ho iniziato a dirmi vegetariana e a studiare cosa c’era dietro. Solo dopo quell’articolo ho capito che non sarei mai più tornata indietro.

Secondo la tradizione cattolica la Pasqua è un momento fondamentale che ci ricorda il significato di parole come vita, morte, sacrificio e rinascita.
Personalmente credo che dovremmo tutti approfittare di questa occasione per riflettere su cosa queste parole significhino nella vita moderna, su come ci vogliamo porre nei confronti di questi concetti a prescindere dalle credenze religiose e dal regime alimentare, con onestà intellettuale e soprattutto onestà verso se stessi.
Mi chiedo come si possa, dopo 40 giorni di quaresima, astinenza dalla carne e digiuno, arrivare al giorno di Pasqua uccidendo un agnello. Mi chiedo perché dobbiamo abbuffarci di cibo per mettere a tacere le menti. Cosa stiamo festeggiando?

Certamente il massacro degli agnelli è qualcosa di terribile, ma ciò che mi auguro maggiormente non è che si smetta di mangiare agnelli. Cos’è che fa sdegnare nell’uccisione di un agnello? L’età del macello? Perché una mucca o un coniglio non ottengono lo stesso clamore?
Ciò che mi auguro è che il tema del massacro animale sia considerato tutti i giorni, per tutti gli animali e che sempre più persone scelgano coscientemente di alimentarsi senza provocare la morte di nessun altro essere vivente.
Non si tratta di estremismo, di emotività, ma di umanità obiettiva.

Quest’anno per me sarà una Pasqua particolare per alcune vicissitudini familiari spiacevoli.
Nelle mie riflessioni di Pasqua la parola chiave è rinascita, quello che domani voglio celebrare col massimo rispetto di me stessa e di ciò che mi sta intorno.
Per questa Pasqua, almeno per questo giorno, FESTEGGIAMO LA VITA: cibiamoci di cibi veri, non di cibi morti. Se il karma esiste, ci ringrazieremo per questo prima o poi!

La Tamaro è un’autrice acuta e creativa, che sa toccare le corde dell’anima come pochi sanno.
Consiglio a tutti di leggere il suo articolo “Il pianto degli agnelli e il dolore del mondo” che offre un ottimo spunto di riflessione.

Buona Pasqua a tutti!

Ps. Le colombine nella foto sono homemade, ma sto ancora affinando la ricetta per postarla super perfetta! 😉

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