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Lug
2015
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Mangiare a Londra: manuale di sopravvivenza di una vegetariana

Eccomi qui: appena tornata da una quattro giorni di fuoco nella capitale europea del multiculturalismo, dello humor che non fa ridere e di Harry Potter.
Sono partita alla vigilia del mio compleanno (l’ultimo da ventenne!) alla volta di Londra con pochi spiccioli in tasca e tanta voglia di staccare dalla vita quotidiana e scoprire questa città così diversa da me, che non mi rispecchia per niente. O almeno così pensavo.
Ci ero già stata anni fa con un gruppo malassortito di amici. Ognuno ne conosceva solo uno o due, una sorta di mutuo soccorso per vacanze improvvisate. E così è stato: pochi giorni a visitare principalmente la Londra by night, i mercati e qualche pub. Questa volta, forse perché l’età avanza e gli interessi cambiano, oltre a pinte di birra e sidro ho voluto entrare dentro alla città, scoprirne i segreti.

Una delle mie più care amiche ci vive da 4 anni e DOVEVO capire cos’ha Londra che io non colgo.

Aereo in ritardo, arriviamo tardissimo nell’ostello molto ben recensito di cui la mia compagna di viaggio ci ha sempre parlato. Apriamo la porta della camera buia. 14 respiri suonano regolari dall’interno. Tutti dormono.
Tutti dormono tranne uno. La nostra vacanza ha ufficialmente inizio.
Ma questa è un’altra storia.

Parliamo di cibo.
Mangiare a Londra? Sapevo che Londra fosse la patria del vegetarianismo in un certo senso: proprio a Londra ad esempio è nata la Vegetarian Society, di cui anche Gandhi ha fatto parte. Avevo timore, però, che come in Italia non fosse abbastanza comune o che fosse considerato un “lusso” di nicchia.
I soldi da poter spendere sono pochi, quindi le mille recensioni trovare online di ristoranti vegetariani e vegani mi servono a poco: troppo cari. Vado a braccio e cerco di restare nel mio budget.

In questo post ti mostro come me la sono cavata con il cibo a Londra.

È la prima mattinata in ostello. Una frugale colazione è compresa nelle £ 24,00 della prenotazione quotidiana. Con mia grande sorpresa scopro che è tutto (o quasi) Ele-friendly!
Pane tostato, marmellata, succo di frutta, caffè, the e cereali di molti tipi troneggiano sul bancone della cucina. Personalmente non consumo né latte né burro, ma all’occorrenza chi ha una dieta latto-vegetariana può usufruire anche di quelli, oppure si può acquistare del latte di soia in uno dei molti market di quartiere a meno di £ 2,00 al litro.

CLINK 261, 261-265 Grays Inn Road, London WC1X 8QT, UK
www.clinkhostels.com/london/clink261/

ostello-

Usciamo per visitare alcuni musei e biblioteche, ma mi viene una voglia incontenibile di caffè. Si, ci provo! Metto d parte la mia diffidenza ed entro in un chiosco.
Un espresso £ 1,80. Va beh, siamo a Londra…speriamo che almeno non sia acqua sporca!
Mentre la barista mi prepara l’espresso, mi guardo intorno: granola e barrette di cereali sono ovunque. Buon inizio. Ed anche il caffè era decisamente bevibile.

All’ora di pranzo avevamo già macinato una decina di km a piedi e la fame ci stava logorando! Passare da un lavoro d’ufficio seduta 8 ore al giorno a camminare per 10 km di fila mi fa sentire Wonder Woman, ma ho bisogno di ingerire qualcosa al volo.
In quel momento passeggiavamo per Regent’s Street, vicino a Piccadilly Circus e una piccola vetrina attira la nostra attenzione: SHORYU, ramen giapponesi. All’interno si scorge la gente china su grosse ciotole mangiando come nei manga. Tutti hanno l’espressione soddisfatta e ciò che si intravede dalle ciotole è molto invitante. Entriamo.
Il locale è piccolo e molto pieno, la cameriera ci chiede di attendere fuori per 15 minuti finché un tavolo non si liberi.
L’attesa passa velocemente e la stessa ragazza ci fa accomodare ad un tavolo per 4.
Nel menu non ci sono molte alternative vegetariane, anzi a dire il vero c’è solo una varietà di ramen ed alcuni contorni, ma dopo un primo istante di sconforto ordino e non sono rimasta assolutamente delusa.
Il mio piatto è il White Natural, con tufo fritto, bambù, funghi shitake, cipollotto e alghe nori a cui aggiungo delle foglie di senape (o almeno credo che lo siano!). Costa £ 10,90, ma assicuro che è molto saziante e gustoso. Il conto per 2 porzioni di ramen e 3 aggiunte extra più una bottiglia d’acqua è stato di £ 25,00. Ragionevole.
Per chi ama la cucina giapponese, consiglio vivamente di fare una capatina in questo ristorante perché merita davvero. Purtroppo ero troppo piena, altrimenti avrei provato volentieri i loro “buns”, i panini cotti al vapore.

SHORYU RAMEN, 9 Regent St London SW1Y 4LR
Mon – Sat 11:15 – 00:00
Sun & Bank Holidays 11:15 – 22:30
www.shoryuramen.com

Shoriu_White-Natural

E così ricominciamo il nostro tour londinese sazi e carichi di energie.

Per la prima cena a Londra abbiamo prenotato un ristorante indiano vegetariano da casa.
Si tratta del WOODLANDS in Piccadilly, un ristorante completamente vegetariano abbastanza buono per chi ama la cucina speziata indiana. Interessante la presenza di vini vegan e bio nella carta dei vini.
Il menu è un po’ “invasivo”: troppe portate, che disperdono l’attenzione così tanto che quando hai finito di leggere non sai più come ti chiami. Per questo ci siamo lasciati consigliare dai loro “piatti top”: un antipasto misto ed un dosa, ovvero una tipica “crepes” fatta di lenticchie e riso fermentati.
L’antipasto comprendeva i loro famosi Medu Vada, delle ciambelle di lenticchie fritte, delle frittelle di anacardi e noci (Pakora), frittelle di cipolla e polpette di patate e verdure, il tutto condito da insalata e salsine speziate. Sì: fritto, fritto, fritto, fritto. Panico.
Arriva il momento del dosa: nonostante ne avessimo presi di tre tipi differenti, non c’era molta differenza tra un tipo e l’altro se non che in alcuni il ripieno veniva servito a parte. Ogni ripieno era fatto di patate e verdure ed era servito con una salsa di lenticchie ed un chutney di cocco dolciastro e speziato.
La spesa a coppia per una cena composta da 1 antipasto condiviso, un piatto principale a testa ed una bottiglia di vino è stata di circa £ 47,00, decisamente troppo caro per quello che abbiamo mangiato. Un amico ci ha confidato di aver avuto ancora fame dopo la cena.
Quindi per me è un ristorante bocciato, nonostante sia su quasi tutte le top ten dei ristoranti vegetariani a Londra. Troppo caro, troppo fritto e non abbastanza saporito.

WOODLANDS PICCADILLY, 37 Panton Street, London SW1Y 4EA
Mon – Sun: 12pm – 10:45pm
Tel: +44 (0) 20 7839 7258
www.woodlandsrestaurant.co.uk

Il nostro secondo giorno si apre con la colazione in ostello e prosegue senza soste fino al pranzo.
È sabato, giorno di mercato. Visitiamo Portobello e corriamo a Camden Town per mangiare.
decine di bancarelle offrono colori e profumi diversi e lontani: Messico, Cina, Thailandia, Italia. Ogni parte del mondo è rappresentata da qualche cibo ed i venditori offrono senza sosta assaggi e golose tentazioni.
Una piccola finestra viola mi colpisce su tutte: il cuoco guarda altrove, non offre nulla. Saluta affettuosamente chi si ferma da lui spontaneamente e prepara poche specialità marocchine: cous cous, tajine e falafel le principali. Noi optiamo per un’invitante piadina vegetariana.
I falafel vengono compattati e fritti davanti a noi, la piadina è sofficissima.
Dentro hummus fatto a mano, salsa di sesamo, chili o salsa yogurt a piacere, insalata, crauti, cipolle, pomodoro e peperoncino freschissimi.
Sin dal primo morso è un orgasmo di sapore.
Le £ 4,00 meglio spese di tutta la vacanza!

CAMDEN TOWN, Canal Lock Village, Market e Stables
aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00 Inverness Street Market:
aperto tutti i giorni dalle 8:30 alle 17:00 Buck Street Market:
aperto tutti i giorni dalle 9:30 alle 18:00

La sera optiamo per un pub tipico, cercando di mangiare qualcosa di più “londinese”.
Finiamo al THE DOG AND THE DUCK, uno dei tanti pub Nicholson’s dal menù identico, ma molto piacevole.
La location è decisamente suggestiva e intima. La sala della cena ospita non più di 6 tavoli, le finestre hanno la struttura tradizionale inglese su 3 lati che fuoriescono dalla facciata dell’edificio e la vista sul quartiere di Soho ti fa sentire un vero inglese! Scopriamo che si tratta di un pub storico, frequentato da Gorge Orwell e non si fatica a credere che sia lì da molto tempo: il legno è dappertutto ed il bancone ha scanalature antiche.
Le nostre scelte ricadono sulle salsicce Gloucester veg per £ 9,50, un burger vegetale per £ 8,95 e del pane all’aglio per £ 2,50.
Le salsicce sono servite con del purè, un paio di cipolle fritte e molta salsa simile a ketchup. Non male, ma decisamente troppa salsa. Il panino invece è molto più gustoso: il burger era fatto di patate, melanzane, ceci e altre verdure ed era servito con patate spesse e salse a parte.
Il conto a coppia comprese due pinte di birra è stato di £ 30,00 circa.
Mi sento di consigliarlo specialmente per la location e per la zona. A cena finita, infatti, non sarà difficile trovare un posto per bere una birra, o passeggiare tra gente ed artisti di strada.

THE DOG AND THE DUCK, 18 Bateman Street, London, W1D 3AJ
Monday to Sunday: 10:00 – 23:00
Tel: 020 7494 0697
www.nicholsonspubs.co.uk

Il pranzo della domenica è stato un parto! Ci trovavamo nella City of London, la zona della finanza e degli uffici. Non che mancassero in assoluto i luoghi in cui mangiare, ma eravamo 4 persone dai gusti ed esigenze diverse quindi è stato complicato trovare un posto che ci mettesse d’accordo. Dopo una camminata che sembrava interminabile, quando avevamo abbandonato ogni speranza di mettere qualcosa sotto i denti ci appare una bella insegna di legno, tra le tante vetrate moderne: YE OLDE LONDON. Un’oasi nel deserto.

Il locale, in perfetto stile londinese, è un bel pub tutto in legno. Ricorda un po’ lo stile dell’Hard Rock Cafe: legnoso ed easy.
Ci accoglie un ragazzo che conosce ancora poco la lingua, ma molto cordiale.
Anche in questo caso non ci sono molte alternative vegetariane, ma non abbiamo faticato a scegliere un piatto. Noi veg optiamo per un hamburger vegetale e del veggie “fish” & chips non ben identificato.
L’hamburger è ottimo: l’impasto credo sia a base di patate e verdure, il tutto condito con solo qualche salsa a piacere e patate. Il “fish” invece scopro essere mozzarella impanata. Non male, ma mi aspettavo qualcosa di più originale. Inoltre dev’essergli scappata la mano col sale… Il contorno è di piselli sconditi e patate. Per carità, non si può dire che fosse un cattivo piatto, ma non lo rimangerei volentieri.
In questo pub abbiamo speso circa £ 30,00 per un hamburger, “fish” & chips e due coche.
Nutrirmi in quel momento è stato come rinascere ed il cibo era discreto, quindi non mi sento di recensirlo male, ma si può fare di più!

YE OLDE LONDON, 42 Ludgate Hill, Londra EC4M 7DE, Inghilterra
Mon – Sat 10:00 – 23:00
Sunday 10:30 – 23:00
www.taylor-walker.co.uk

L’ultima cena, si sa, è sempre la migliore! Da un imprevisto è nata una sorpresa: siamo andati infatti a Covent Garden per mangiare nel ristorante vegano Wild Food, ma con nostro grande rammarico scopriamo che la domenica serve fino alle 17. Che amarezza!!
Passeggiamo un po’ fino a trovare un bel posticino dall’entrata particolare: il MEDINA SOUK, cibo marocchino.
L’ingresso è davvero invitante, non possiamo fare atro che sederci ad un tavolo.
Un cameriere e la figlia del proprietario parlano italiano, quindi riusciamo a farci consigliare bene i piatti da prendere.
Iniziamo con un antipasto vegetariano molto ricco che comprendeva falafel, hummus di ceci, involtini di foglia di vite e riso, salsa yogurt con cetriolo, peperoncini gialli piccantini, un formaggio tipo feta e pane pita. Tutto ottimo!
Come piatti principali scegliamo una moussaka di patate, ceci e verdure per £ 10,95 ed un piatto di cous cous con tajine di verdure per £ 8,95. BUO-NIS-SI-MO!
Davvero un pasto completo, gustoso e dal prezzo accessibile.
Vista la soddisfazione per i piatti precedenti, decidiamo di prendere una porzione di baklava da dividere.
Avevo già assaggiato i baklava e non ne ero rimasta affatto colpita, anzi, mi avevano quasi disgustata dall’eccessiva dolcezza. Questi baklava invece erano incredibilmente buoni! Il bilanciamento sapiente degli ingredienti ha creato dei bocconcini perfetti e golosi. Dopo il primo piattino abbiamo dovuto farci violenza per non ordinarne un secondo!
Conto di fine serata leggermente salato, soprattutto a causa del vino e della mancia obbligatoria che hanno inciso quasi per la metà del prezzo totale. Purtroppo c’è da ammettere che in Inghilterra il vino è caro ovunque, forse sarebbe stato saggio bere la più tradizionale birra.
Per un antipasto, due portate principali, un dolce ed una bottiglia di vino il conto a coppia è stato di £ 52,00, considerando che antipasto e dolce sono stati condivisi in 4.
Nonostante questo ci tornerei domani!

SOUK MEDINA, 1a Shorts Gardens | Covent Garden, Londra WC2H 9AT, Inghilterra
Monday – Saturday 12pm to midnight
Sunday 12pm – 11pm
www.soukrestaurant.net

Arriva l’ultimo giorno. Decidiamo di fare colazione da Starbucks, giusto per esagerare un po’!
Il cappuccino “piccolo” sfamerebbe almeno 4 persone in Italia, ma c’è di buono che offrono allo stesso prezzo la versione di soia. £ 2,30 per un megacappuccino.
Per quanto riguarda i dolci mi sono concessa la loro torta di carote, che trovo davvero atomica, anche se so che è un concentrato di colesterolo incredibile… Purtroppo non ho notato alternative vegane nello store in cui siamo stati, ma so che fanno del porridge e alcuni piatti salati, come i wraps con falafel.
2 cappuccini ed una fetta di torta circa £ 8,00. Prezzo troppo alto, ma una volta per vacanza ci può stare.

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A pranzo abbiamo deciso di stare leggeri perché andavamo un po’ di corsa, quindi abbiamo preso due panini nella famosa catena di bar CAFFÈ NERO, in Piccadilly. I panini erano molto buoni, gli ingredienti freschi ed il prezzo abbordabile: £ 3,90 ciascuno.
Le alternative vegane nello store che ho visitato erano le zuppe e la variante col latte di soia del cappuccino.

Una cosa che voglio anche recensire sono i fantastici supermarket che si trovano ad ogni angolo. Offrono davvero di tutto e la scelta vegetariana e vegana non manca.
In particolare TESCO, uno dei maggiori supermarket a livello europeo, offre un’ampia scelta di prodotti, anche pronti. Ho acquistato del QUORN nel banco dei freschi, un prodotto che in Italia non c’è ancora, una proteina vegetale da cucinare come i secondi tradizionali (prodotto vegetariano per la presenza di albume). Presto farò una recensione dei prodotti.
Un’altra catena molto interessante soprattutto per i veg è WHOLEFOOD, una catena specializzata in cibo bio. É un po’ il paese dei balocchi per chi è appassionato di cibo naturale, ma ha dei prezzi decisamente border-line. Ha sia frutta e verdura freschi che prodotti confezionati, il reparto gastronomia con i cibi pronti ed il reparto freschi con centrifugati di ogni tipo e prodotti di nicchia veg e non. Sicuramente un luogo da visitare!
Anche HOLLAND & BARRETT è un negozio di alimenti naturali molto famoso e comune in Regno Unito. A differenza degli altri, però, è molto basato su integratori e vitamine.

Whole-Food

In conclusione, dopo questa vacanza a Londra sono tornata con una gran voglia di spaghetti e verdura fresca!
Certo, da turista squattrinata non è stato possibile mangiare in maniera molto genuina e abbiamo esagerato con burger e piatti veloci, ma al di là di questo ho proprio percepito una differenza notevole tra la cultura gastronomica londinese e la nostra.
Sono rimasta piacevolmente stupita del fatto che ovunque, ma proprio OVUNQUE, è stato possibile mangiare almeno una cosa vegetariana, ma quello che non mi è piaciuto è stata la scarsa varietà di piatti proposti: patate, hamburger e sandwich facevano da padrone in ogni menu. Credo però che questo rientri nel discorso della diversa cultura gastronomica inglese e non lo attribuisco strettamente alle scelte vegetariane nei menu.
Anche spiando i menu degli altri locali che non abbiamo visitato, guardandomi intorno e parlando con inglesi l’idea che mi si è attaccata addosso è che la vera “tradizione” culinaria inglese è il “multiculturalismo” ed il “fast-food”, inteso non necessariamente come sandwich, ma come cibo veloce, approssimativo.
Per un viaggio, più o meno lungo, sono sicura che non ci siano grosse difficoltà nel trovare delle alternative vegetariane. Discorso parzialmente diverso per i vegani stretti: personalmente sono riuscita a mangiare vegano nemmeno per il 40% dei piatti che ho ordinato.
Ci sono alcuni ristoranti settoriali a Londra, ma purtroppo non sono riuscita a visitarli, in parte con intenzione, per capire com’è la vita vera di un vegetariano a Londra.

Quello che di bello mi ha lasciato Londra è il senso di opportunità. Sembra che tutto sia possibile, che il mondo si muova. Spero che anche in Italia conquisteremo presto questi piccoli traguardi ed un paio di piatti nel menu di ogni ristorante.

Spero che questa recensione possa esserti utile.
Al prossimo viaggio!

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